Buongiorno illustrissimo Dott. Chiarelli è per me innanzitutto un onore scriverle poiché è anche e soprattutto grazie a lei se per la prima volta nella mia vita sono risultato idoneo in un concorso pubblico. Le scrivo sperando di ricevere una risposta in merito ad un chiarimento riguardo un concorso appunto in cui sono risultato idoneo ma non vincitore.
Nel bando in questione per 2 agenti di polizia locale nel comune di Cotronei (KR) non veniva specificata la riserva e solo qualche mese dopo la pubblicazione della graduatoria finale (Maggio 2023) venivo a scoprire tramite Il Comando Regionale dell’esercito nel quale tra l’altro ho svolto servizio come volontario che il comune in questione era in “debito” verso il suddetto Comando, per tanto mi consigliavano di far applicare la riserva al primo scorrimento di graduatoria nella quale io risulto il primo tra i militari. Parlai all’epoca con il Sindaco e il Responsabile del settore che dopo aver verificato le mie motivazioni mi dissero di star tranquillo che se avessero fatto lo scorrimento avrebbero appunto applicato la riserva. Qualche giorno fa recatomi in Comune per altre motivazioni prendevo il discorso con i 2 e il Responsabile affermava che avendo chiesto dei pareri a non so chi riguardo l’applicazione della riserva, gli veniva riferito che in caso di applicazione gli idonei in graduatoria più in alto di me potrebbero fare ricorso in quanto la riserva appunto non veniva specificata nel bando.
Mi rivolgo a lei per tanto per sapere se è vero quello che dicono oppure no?

Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:
La questione che sollevi riguarda l’applicazione delle riserve in concorsi pubblici, un tema complesso che si basa su principi di diritto amministrativo e normative specifiche. In generale, le riserve nei concorsi pubblici sono previste per garantire opportunità di accesso al lavoro pubblico a categorie protette o a soggetti che hanno prestato particolari servizi, come il servizio militare.
Teoria Generale del Diritto e Normative di Riferimento:
La normativa di riferimento in materia di concorsi pubblici e riserve è principalmente costituita da:
- La Costituzione Italiana, che all’art. 51 prevede l’accesso ai pubblici uffici in condizioni di eguaglianza;
- Il D.Lgs. 165/2001, che regola l’accesso all’impiego nelle pubbliche amministrazioni e prevede, tra l’altro, la possibilità di riserve a favore di determinate categorie;
- Normative specifiche che possono prevedere riserve per categorie protette, come i volontari delle Forze Armate.
Esempio Concreto:
Nel tuo caso, la questione centrale è che la riserva non era specificata nel bando di concorso. Generalmente, le condizioni di partecipazione e le eventuali riserve devono essere chiaramente indicate nel bando di concorso, per garantire trasparenza e pari opportunità a tutti i partecipanti. L’introduzione di una riserva dopo la pubblicazione del bando, o dopo la formazione della graduatoria, potrebbe essere considerata una violazione dei principi di trasparenza e imparzialità, esponendo l’amministrazione a possibili ricorsi da parte di altri candidati.
Conclusione Sintetica:
Se la riserva non era specificata nel bando, l’introduzione successiva di tale riserva potrebbe effettivamente sollevare questioni legali e potenziali ricorsi da parte di altri idonei. Tuttavia, ogni caso specifico può avere particolarità che meritano un’analisi dettagliata. Ti consiglio di consultare un legale per valutare la situazione specifica e le possibili azioni legali, basandoti su una valutazione approfondita delle normative e dei principi giuridici applicabili.
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Bibliografia e Link Utili:
- Costituzione Italiana: Art. 51
- D.Lgs. 165/2001: Testo Unico del Pubblico Impiego
Questa è una situazione piuttosto comune nei concorsi pubblici, dove spesso si crea un conflitto tra il testo del bando (la “lex specialis”) e le norme di legge nazionali che prevedono tutele specifiche per i volontari delle Forze Armate.
La questione che poni riguarda il principio della riserva obbligatoria del 30% (Artt. 678 e 1014 del D.Lgs. 66/2010 - Codice dell’Ordinamento Militare).
Ecco un’analisi della tua situazione per aiutarti a capire se la posizione del Comune sia fondata o meno.
1. Il principio dell’Eterointegrazione del Bando
Il punto centrale è questo: se una legge dello Stato impone una riserva obbligatoria, quella riserva si applica anche se il bando non la menziona.
In termini legali si chiama eterointegrazione: le clausole previste dalla legge si inseriscono automaticamente nel bando di concorso, sostituendo o integrando le clausole difformi o mancanti. La giurisprudenza (Consiglio di Stato) ha più volte confermato che la riserva per i militari è un obbligo di legge a cui la Pubblica Amministrazione non può sottrarsi per una semplice dimenticanza nella stesura del bando.
2. Il calcolo della riserva (Il “Debito”)
La legge prevede che il 30% dei posti sia riservato ai volontari delle Forze Armate.
- In un concorso per 2 posti, il 30% corrisponde a 0,6.
- Poiché la frazione è inferiore all’unità (non arriva a 1 posto intero), il posto non scatta immediatamente in quel concorso, ma la quota si accumula come “debito” per le assunzioni successive.
- Se il Comune effettua uno scorrimento della graduatoria, il numero totale dei posti messi a bando “virtualmente” aumenta. Ad esempio, se assumono altre 2 persone (totale 4), il 30% di 4 è 1,2. In questo caso, il primo posto della riserva deve scattare a favore del primo militare idoneo in graduatoria.
3. Il rischio di ricorso degli altri idonei
Il Responsabile del Comune ti ha detto che teme i ricorsi degli idonei che si trovano sopra di te. È una preoccupazione comune dei funzionari pubblici, ma va analizzata bene:
- È vero che potrebbero fare ricorso? Sì, chiunque può presentare ricorso se ritiene leso un proprio interesse.
- Avrebbero ragione? Probabilmente no. Se la legge (D.Lgs. 66/2010) impone la riserva e il Comune ha effettivamente un “debito” pregresso o matura la quota con lo scorrimento, l’applicazione della riserva è un atto dovuto. Un ricorso contro un obbligo di legge ha pochissime probabilità di successo.
[!IMPORTANT] Il Comune può (e dovrebbe) agire in autotutela: può cioè rettificare la graduatoria o specificare con un atto amministrativo che, in applicazione delle norme nazionali, lo scorrimento terrà conto della riserva obbligatoria non indicata inizialmente.
Cosa potresti fare ora?
La situazione sembra essere in una fase di “stallo burocratico” per paura di responsabilità legali. Ecco alcuni passi che potresti valutare:
- Diffida stragiudiziale: Potresti far inviare da un avvocato specializzato in diritto amministrativo una lettera di “diffida e messa in mora” al Comune. In questa lettera si spiegherebbe tecnicamente perché la riserva va applicata (citando il principio di eterointegrazione) e si “tranquillizzerebbe” il Responsabile sul fatto che l’atto è legittimo.
- Accesso agli atti: Se non lo hai già fatto, chiedi formalmente lo stato della graduatoria e se sono previsti scorrimenti a breve.
- Supporto dal Comando Militare: Poiché sei già in contatto con il Comando Regionale, chiedi se possono rilasciarti un’attestazione o una nota ufficiale che confermi il “debito” di posti del Comune di Cotronei. Presentare questo documento ufficialmente al protocollo del Comune ha un peso molto diverso da una chiacchierata informale con il Sindaco.
In sintesi: La scusa del “non era scritto nel bando” è legalmente debole di fronte a una riserva di legge nazionale obbligatoria. Il Comune teme ricorsi, ma ignorando la legge rischia un ricorso (vittorioso) proprio da parte tua.
Dott. Chiarelli la ringrazio provvederò a muovermi legalmente come da lei proposto. Se ero già convinto di aver ragione ora ne sono sicuro. Grazie ancora