RTI e requisiti nei servizi e forniture: chiarimenti sull’art. 68 del Codice - LavoriPubblici RTI e requisiti nei servizi e forniture: chiarimenti sull’art. 68 del Codice - LavoriPubblici
La Sentenza n. 57/2026 del Consiglio di Stato: Chiarimenti sugli Appalti di Servizi e Forniture
CONTENUTO
La recente sentenza n. 57/2026 del Consiglio di Stato ha fornito importanti chiarimenti riguardo alla qualificazione nei contratti di appalto di servizi e forniture, in particolare in relazione all’art. 68, comma 11, del d.lgs. 36/2023. Questo comma, secondo l’interpretazione del Consiglio di Stato, non impone una corrispondenza generale tra i requisiti di qualificazione e le quote di esecuzione per i servizi e le forniture, contrariamente a quanto avviene per i lavori.
Il Consiglio di Stato ha sottolineato che il comma 11 ha una natura suppletiva e derogabile, il che significa che le stazioni appaltanti hanno la facoltà di stabilire modalità specifiche per la dimostrazione dei requisiti di capacità economica e tecnico-professionale nei documenti di gara. Tuttavia, queste modalità devono essere proporzionate e giustificate da motivazioni obiettive.
La sentenza ha preso in esame un caso concreto in cui un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) era stato aggiudicatario di un lotto in una procedura di accordo quadro pluriennale per forniture. La ricorrente contestava che la mandataria non avesse il requisito di capacità tecnico-professionale in misura proporzionale alla propria quota di esecuzione. Il Consiglio di Stato ha ribadito che non esiste una regola generale di corrispondenza tra qualificazione e quota di prestazione per i servizi e le forniture, differenziando così il regime rispetto ai lavori.
CONCLUSIONI
La sentenza n. 57/2026 rappresenta un importante passo avanti nella comprensione delle dinamiche degli appalti pubblici, in particolare per quanto riguarda la flessibilità nella qualificazione delle imprese. Le stazioni appaltanti possono ora adottare criteri più flessibili e adattabili alle specificità dei servizi e delle forniture, senza essere vincolate a una rigida corrispondenza tra requisiti e quote di esecuzione.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, questa sentenza offre spunti significativi per la gestione degli appalti. È fondamentale comprendere che la normativa consente una certa libertà nella definizione dei requisiti di partecipazione, il che può influenzare le modalità di redazione dei bandi e la valutazione delle offerte. È quindi essenziale essere aggiornati sulle interpretazioni giurisprudenziali per garantire una corretta applicazione delle norme.
PAROLE CHIAVE
Appalti pubblici, Consiglio di Stato, sentenza n. 57/2026, d.lgs. 36/2023, requisiti di qualificazione, servizi e forniture, raggruppamenti temporanei di imprese.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- D.Lgs. 36/2023 - Codice dei contratti pubblici.
- Sentenza n. 57/2026 del Consiglio di Stato.

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