RTI e requisiti nei servizi: i chiarimenti del Consiglio di Stato - LavoriPubblici RTI e requisiti nei servizi: i chiarimenti del Consiglio di Stato - LavoriPubblici
La Corresponsione dei Requisiti Tecnico-Professionali negli Appalti di Servizi: Chiarimenti dal Consiglio di Stato
CONTENUTO
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 9599/2025, ha fornito importanti chiarimenti riguardo alla gestione dei requisiti tecnico-professionali nei raggruppamenti temporanei di imprese (RTI) nell’ambito degli appalti di servizi. In particolare, l’art. 68, comma 11, del decreto legislativo 36/2023 stabilisce che non è obbligatorio che i requisiti tecnico-professionali dei singoli componenti dell’RTI corrispondano alla quota di esecuzione del contratto. Questo aspetto è di fondamentale importanza per le imprese che partecipano a gare d’appalto, poiché offre maggiore flessibilità nella composizione dei raggruppamenti.
Il rinvio all’Allegato II.12 del decreto riguarda esclusivamente gli appalti di lavori, pertanto non si applica automaticamente agli appalti di servizi. Di conseguenza, la regola generale stabilisce che i requisiti devono essere valutati in relazione all’RTI nel suo complesso, a meno che la lex specialis non preveda diversamente. In tal caso, è possibile richiedere una ripartizione proporzionale dei requisiti, ma questa deve essere motivata e non derivare da un’interpretazione estensiva del bando.
Questa sentenza chiarisce quindi che la normativa vigente consente una certa libertà nella scelta dei requisiti da parte delle imprese, favorendo la partecipazione di soggetti che, pur non possedendo tutti i requisiti individualmente, possono comunque dimostrare la capacità di eseguire il contratto attraverso la somma delle competenze del raggruppamento.
CONCLUSIONI
La sentenza n. 9599/2025 del Consiglio di Stato rappresenta un passo significativo verso una maggiore chiarezza nella gestione degli appalti di servizi. Essa sottolinea l’importanza di una corretta interpretazione delle norme e la necessità di una motivazione adeguata quando si richiedono requisiti specifici. Le imprese devono prestare attenzione alla lex specialis e valutare attentamente la composizione dei loro raggruppamenti per massimizzare le possibilità di successo nelle gare.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è fondamentale comprendere le implicazioni di questa sentenza nella gestione degli appalti. La chiarezza sui requisiti tecnico-professionali permette una maggiore inclusione di operatori economici, favorendo la concorrenza e la qualità dei servizi offerti. Inoltre, i concorsisti dovrebbero essere consapevoli delle dinamiche di partecipazione agli appalti e delle normative vigenti, in modo da poter contribuire efficacemente alla gestione delle procedure di gara.
PAROLE CHIAVE
Appalti di servizi, requisiti tecnico-professionali, raggruppamenti temporanei di imprese, Consiglio di Stato, decreto legislativo 36/2023, lex specialis.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Decreto Legislativo 36/2023
- Sentenza n. 9599/2025 del Consiglio di Stato
- Allegato II.12 del Decreto Legislativo 36/2023

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Perplexity(analisi delle notizie più pertinenti) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it.Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli