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Sanatoria Paesaggistica: Il Consiglio di Stato Chiarisce il Ruolo del Silenzio della Soprintendenza

CONTENUTO

La recente sentenza del Consiglio di Stato n. 716 del 28 gennaio 2026 ha fornito importanti chiarimenti riguardo alla sanatoria paesaggistica, in particolare in relazione al silenzio della Soprintendenza. L’oggetto della controversia riguardava un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 167, comma 5, del D.Lgs. 42/2004, in riferimento a interventi realizzati in aree vincolate, come nel caso di impianti vitivinicoli su terreni boschivi.

La sentenza sottolinea che il parere vincolante della Soprintendenza, richiesto dal Comune entro un termine di 90 giorni, è obbligatorio per la concessione della sanatoria. Tuttavia, il silenzio della Soprintendenza non equivale a un assenso automatico. Questo significa che il Comune non è obbligato a concedere la sanatoria anche in assenza di un parere esplicito, poiché la valutazione rimane di competenza discrezionale dell’ente locale.

In caso di tardività nel rilascio del parere, non si attiva il meccanismo del silenzio-assenso, e il Comune può legittimamente negare la compatibilità paesaggistica, ordinando eventualmente il ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell’art. 167, comma 1. La giurisprudenza ha confermato che la mera doppia conformità urbanistica (ossia la conformità sia alle norme urbanistiche che a quelle paesaggistiche) non è sufficiente per ottenere la sanatoria senza un parere favorevole della Soprintendenza.

CONCLUSIONI

La sentenza del Consiglio di Stato chiarisce in modo netto che il silenzio della Soprintendenza non può essere interpretato come un assenso tacito alla sanatoria. Questo aspetto è cruciale per i Comuni e per i privati che intendono richiedere interventi in aree vincolate, poiché evidenzia l’importanza di un parere esplicito e positivo da parte dell’autorità competente.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è fondamentale comprendere il significato di questa sentenza, poiché essa influisce direttamente sulla gestione delle pratiche di sanatoria paesaggistica. È essenziale che i funzionari pubblici siano consapevoli della necessità di richiedere e attendere il parere della Soprintendenza prima di procedere con l’istruttoria delle istanze di sanatoria. Inoltre, la conoscenza di queste dinamiche è cruciale per evitare contenziosi e per garantire una corretta applicazione delle normative vigenti.

PAROLE CHIAVE

Sanatoria paesaggistica, Consiglio di Stato, silenzio-assenso, Soprintendenza, accertamento di conformità, D.Lgs. 42/2004, vincolo paesaggistico.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. D.Lgs. 42/2004 - Codice dei beni culturali e del paesaggio.
  2. Sentenza Consiglio di Stato n. 716 del 28 gennaio 2026.
  3. Art. 167, comma 1 e 5, D.Lgs. 42/2004.

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