Buongiorno,
nell’ambito di una fiera a cadenza mensile, abbiamo una tranche minoritaria di autorizzazioni/concessioni di titolari di posteggio fisso scadute in data 31 dicembre 2025 (emesse in data 2013 con validità di dodici anni come già prevedeva la legge regionale in vigore all’epoca). Come dobbiamo comportarci per predisporre i rinnovi concessori considerato che da un lato abbiamo la legge sulla concorrenza del 2023 senza le linee guida minisiteriali dall’altro la Legge regionale nr. 62/2018 che prevede all’art. 35 comma 2 il rinnovo tacito con validità di dodici anni.
Grazie OMNIAVISS!!
La preno larga a uso di tutti i lettori.
Il comma 6 dell’art. 11 della legge 214/2023 dispone:
Al fine di evitare soluzioni di continuità nel servizio, nelle more della preparazione e dello svolgimento delle gare, le concessioni non interessate dai procedimenti di cui al comma 5 conservano la loro validità sino al 31 dicembre 2025 anche in deroga al termine previsto nel titolo concessorio e ferma restando l’eventuale maggiore durata prevista.
Il comma 6 è da correlare con il comma 1 e il comma 4 (rinnovi ordinari decennali con i nuovi criteri, che ancora non ci sono). In sintesi, le concessioni in essere e con scadenza precedente al 31/12/2025 hanno durata fino a tale data (quindi non quelle che vanno al 31/12/32 di cui al DL 34/20). A quella data (31/12/25) si sarebbero dovute applicare (con congruo anticipo) le procedure di cui al comma 1 (rimessa al bando delle concessioni) secondo i criteri di cui le linee guida ministeriali. Si comprende che se il termine di scadenza fosse posteriore al 31/12/25, resta quello.
Il fatto è che ancora adesso i nuovi criteri non sono stai adottati e ciò ha determinato una fase di impasse: da una parte sarebbe necessario fare i bandi; dall’altra non è possibile bandire dato che è necessario applicare i nuovi criteri. Rammentiamo che la legge n. 214/2023 è adottata in materia di tutela della concorrenza ed esprime una precisa delega verso la conferenza unificata. Ergo, il comune non può prendersi la competenza per determinare i criteri.
Alla luce di questo, molte PA stanno, giustamente, prendendo tempo. È ragionevole, infatti, stabilire una proroga “a vista” nel senso: finché non saranno adottate le linee guida statali, così come da C.U., le concessioni in scadenza sono ulteriormente prorogate. Magari è utile andare di anno in anno.
Sul web si possono trovare molti esempi
Se poi le linee guida dovessero farsi attendere anni, allora subentrerebbero altri motivi per i quali il comune potrebbe forzare la legge per non tenere in scacco un intero settore in modo ingiustificato.