Servizi di “vigilanza attiva” e servizi di vigilanza “passiva”. - Giurisprudenzappalti https://share.google/RnoVy6366bXrijaHY

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CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V: LA DISTINZIONE TRA VIGILANZA “ATTIVA” E “PASSIVA” E L’APPLICAZIONE DEL TULPS

CONTENUTO

Il Consiglio di Stato, Sez. V, ha definito i confini tra le diverse tipologie di sorveglianza, operando una distinzione fondamentale tra i servizi di vigilanza passiva e quelli di vigilanza attiva. Tale differenza ha un impatto diretto sulla qualificazione professionale dei soggetti affidatari e sulla disciplina applicabile in sede di gara.

Secondo l’orientamento espresso:

  • La vigilanza passiva riguarda le attività di mera custodia e sorveglianza dei beni, che possono essere svolte anche senza l’impiego di armi. Queste prestazioni non rientrano nelle funzioni di pubblica sicurezza in senso stretto.
  • La vigilanza attiva è finalizzata a un intervento di carattere preventivo e repressivo per la difesa del patrimonio. Questa specifica attività è riservata esclusivamente alle guardie giurate ed è obbligatoriamente soggetta al regime autorizzatorio previsto dagli artt. 133 ss. TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).

Il ragionamento giuridico, riportato da fonti come Giurisprudenzappalti, Savip e segretaricomunalivighenzi, chiarisce inoltre che la licenza prefettizia necessaria per l’esercizio di tali attività deve considerarsi dotata di validità nazionale.

CONCLUSIONI

La pronuncia stabilisce che la natura del servizio (attivo o passivo) determina il titolo abilitativo necessario. Le stazioni appaltanti devono dunque classificare correttamente l’oggetto dell’appalto per evitare di richiedere illegittimamente i requisiti restrittivi del TULPS per semplici servizi di portierato o, al contrario, di omettere la richiesta di guardie giurate laddove sia necessaria una difesa attiva del patrimonio.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: in fase di predisposizione dei documenti di gara (Bando e Disciplinare), è fondamentale analizzare se il servizio richiesto implichi un intervento repressivo. L’errore nella qualificazione del servizio può esporre l’amministrazione a ricorsi giurisdizionali per violazione della concorrenza o per mancato rispetto degli artt. 133 ss. TULPS, con potenziali profili di responsabilità per il RUP (Responsabile Unico del Progetto).
  • Per il Concorsista: l’argomento è di estrema rilevanza per il Diritto Amministrativo, con particolare riferimento alla disciplina dei contratti pubblici e ai provvedimenti autorizzatori. È un classico esempio di come una norma di pubblica sicurezza (TULPS) interagisca con le procedure di evidenza pubblica e con i principi di proporzionalità nei requisiti di accesso.

PAROLE CHIAVE

Vigilanza attiva, Vigilanza passiva, TULPS, Consiglio di Stato, Guardie giurate, Licenza prefettizia, Appalti pubblici.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Artt. 133 ss. TULPS: Disposizioni che riservano la vigilanza attiva alle guardie giurate e subordinano l’attività a specifica licenza prefettizia.
  2. Consiglio di Stato, Sez. V: Organo di giustizia amministrativa autore della distinzione tra custodia (passiva) e difesa del patrimonio (attiva).
  3. Licenza Prefettizia: Titolo abilitativo la cui validità è stata riconosciuta come nazionale per l’espletamento dei servizi di sicurezza.

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