Servizio in convenzione e gestione della spesa

Premetto di essere Responsabile di un servizio di Polizia Locale in convenzione tra due Comuni, uno dei quali è individuato come capofila, senza costituzione di Consorzio o nuovo Ente dotato di personalità giuridica. La mia nomina di Responsabile e titolare di P.O., è stata fatta con un unico Decreto per entrambi i Comuni (non sussistono due differenti provvedimenti di nomina).

La Convenzione prevede che il Comune Capofila è incaricato di presentare le domande, rendicontare ed introitare gli eventuali contributi statali o regionali o di altri Enti per l’esercizio associato delle funzioni. Per quanto riguarda i rapporti finanziari tra gli Enti, la stessa prevede che le Amministrazioni comunali aderenti contribuiscono a sostenere le spese necessarie al funzionamento del servizio associato e che al Comune capofila “…sentita la conferenza dei Sindaci e visti i progetti presentati dal Comandante, sarà accreditata [dall’altro Comune] la quota annuale ai fini del funzionamento del Servizio Associato….comprensiva eventualmente anche delle spese per consulenze e pareri specialistici ed approfondimenti giuridici, verrà determinata annualmente in fase di predisposizione del bilancio di previsione e ripartita….” con un generico criterio di imputazione pari al 60% al Comune Capofila e 40% all’altro. Un altro articolo prevede che al Comune Capofila vengano trasferite le risorse necessarie per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza proprie della categoria.

Per quanto riguarda i Rapporti tra Enti in relazione ai contributi vi è un articolo dedicato che cito testualmente “Eventuali contributi statali, regionali o di altri Enti erogati per le finalità di cui alla presente convenzione, saranno assegnati al servizio Associato di Polizia Locale e introitati dal Comune capofila e destinati interamente alla gestione del Corpo”.

Oltre alle normali spese di funzionamento del Servizio (banche dati, revisioni strumenti, abbonamenti a case editrici, acquisti di nuova strumentazione tecnico-operativa, addestramento e formazione…), mi trovo a gestire distinti capitoli di spesa per entrambi i Comuni - es. segnaletica stradale (orizzontale e verticale - rifacimento e posa in opera) e acquisto del vestiario – per importi non impegnativi, quasi sempre inferiori ai 5000 €.

Per la gestione distinta di questi capitoli, ho attivato due profili differenti sul sito ANAC e quando acquisisco i CIG per i relativi impegni di spesa, seleziono il Comune di riferimento, significando che figurano due differenti stazioni appaltanti.

Ora mi trovo a gestire due distinte linee di finanziamento regionali per l’acquisto di telecamere di videosorveglianza per un importo complessivo di circa 110.000 € (40.000 € per un comune, 72.000 € per l’altro).

In parte si tratta di contributi che vengono riconosciuti ad entrambi i Comuni sulla base del numero degli abitanti e di ulteriori parametri e gestiti dal Servizio convenzionato di Polizia Local; il relativo Decreto di assegnazione individua direttamente il Servizio associato di Polizia Locale come destinatario dei fondi.

Una parte dei fondi sono trasferiti direttamente dalla Regione ai due Comuni;

I fondi che vengono trasferiti per intero al Comune capofila e riconosciuti al Servizio Associato, nel Decreto di liquidazione sono suddivisi tra gli Enti (es. totale contributo 15.000 € di cui 10.000 al Comune capofila e 5.000 all’altro Comune). Sulla base di questa indicazione - per questioni contabili - il Servizio di Ragioneria trasferisce la somma corrispondente all’altro Comune e mi trovo a dover gestire il contributo “spacchettato” su capitoli di spesa differenti per i due Enti. Invero, non si tratta di spese per il funzionamento del Servizio Associato e i fondi devono essere destinati ad implementare l’impianto di videosorveglianza che è gestito autonomamente dai due Comuni con due diverse Centrali Operative.

Provvedo a chiedere i preventivi alle diverse ditte interpellate, che li forniscono comunque distinti per i due Comuni, nei limiti della cifra assegnata.

Dal momento che gli importi in questione sono comunque inferiori alle soglie, si potrebbe comunque procedere con due distinti affidamenti diretti, acquisendo due SMART CIG differenti (uno per Comune), come se si trattasse di due stazioni appaltanti diverse. Io ritengo che si tratti di due centri di costo distinti e di non effettuare nessun frazionamento, ma – oggettivamente - sarei il RUP di entrambe le procedure e alla fine il rendiconto alla Regione sarà unico (per l’intera somma indivisa).

Chiedo un’indicazione sulla correttezza dell’interpretazione (prima di avviarla e chiaramente per agire correttamente pro-futuro), atteso che l’individuazione del procedimento appare condizionante sia per la corretta applicazione del principio di rotazione che per la scelta della procedura di affidamento, qualora gli importi dovessero – in futuro - superare le soglie.