Se la legge per un determinato procedimento amministrativo non qualifica quel silenzio né come silenzio assenso né come silenzio rigetto che tipo di silenzio è?
Silenzio assenso o inadempimento?
CONTENUTO
Il silenzio assenso è un principio fondamentale del diritto amministrativo italiano, disciplinato dall’articolo 20 della Legge 241/1990. Esso stabilisce che, in assenza di un provvedimento espresso da parte della Pubblica Amministrazione ¶ entro un termine stabilito, la richiesta del cittadino si considera accolta. Questo meccanismo è volto a garantire l’efficienza e la rapidità dell’azione amministrativa, evitando che l’inerzia della PA possa ledere i diritti dei cittadini.
D’altra parte, il silenzio rigetto, previsto dall’articolo 4 della stessa legge, si verifica quando la normativa speciale prevede che l’assenza di un provvedimento equivale a un rifiuto della richiesta. È importante sottolineare che il silenzio non deve essere interpretato come mera inadempienza, ma come un atto tacito che può essere impugnato in sede giurisdizionale.
Alcuni esempi pratici possono chiarire ulteriormente il concetto. Se la PA propone una soluzione specifica a una richiesta, il silenzio assenso può operare a favore del richiedente, come nel caso della riforma della responsabilità erariale. Inoltre, la Cassazione ha stabilito che un debito può essere annullato dopo 220 giorni se sussiste una causa valida, a meno che non ci sia un contenzioso pendente (Cass. 30841/2024). Un altro esempio è l’approvazione del concordato minore, disciplinato dall’articolo 79, comma III, del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII).
Tuttavia, ci sono eccezioni. Non è possibile prorogare i permessi di costruire in assenza di un provvedimento espresso e i vincoli edilizi sono regolati dalla Legge 182/2025, che limita l’applicazione del silenzio assenso. Le recenti riforme della Corte dei Conti potrebbero anche portare a controlli formali più rigorosi, influenzando l’applicazione di questi principi.
CONCLUSIONI
Il silenzio assenso rappresenta un importante strumento per garantire l’efficienza dell’azione amministrativa, ma è fondamentale che i dipendenti pubblici e i concorsisti comprendano le differenze tra silenzio assenso e silenzio rigetto, nonché le eccezioni a queste regole. La conoscenza di tali norme è cruciale per evitare errori e garantire una corretta gestione delle pratiche amministrative.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la comprensione del silenzio assenso e delle sue implicazioni è essenziale per una corretta gestione delle pratiche e per garantire il rispetto dei diritti dei cittadini. È fondamentale essere aggiornati sulle normative e sulle eccezioni per evitare problematiche legali e garantire un servizio pubblico efficiente.
PAROLE CHIAVE
Silenzio assenso, silenzio rigetto, diritto amministrativo, Legge 241/1990, Pubblica Amministrazione, impugnabilità, responsabilità erariale, vincoli edilizi.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 241/1990, art. 20
- Legge 241/1990, art. 4
- Cassazione, sentenza 30841/2024
- Legge 182/2025
- Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, art. 79, co. III
- Riforme Corte dei Conti

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Perplexity(analisi delle notizie più pertinenti) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it.Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli