Buonasera la mia domanda è questa…se per un dato procedimento amministrativo non è previsto il silenzio rigetto, come faccio a capire se si tratta di un silenzio assenso o inadempimento ( escludendo le eccezioni di cui all’art.20 4 comma legge 1990 n.241)? Grazie.
Silenzio assenso vs inadempimento: Comprendere le Differenze nel Diritto Amministrativo
CONTENUTO
Nel diritto amministrativo italiano, il concetto di silenzio assenso è disciplinato dalla Legge 7 agosto 1990, n. 241, che stabilisce che, in assenza di risposta da parte della Pubblica Amministrazione ¶ entro 30 giorni (o 90 giorni per specifici settori), l’istanza di parte si considera accolta. Questo principio è fondamentale per garantire l’efficienza e la rapidità dei procedimenti amministrativi, permettendo ai cittadini di ottenere risposte in tempi ragionevoli.
Tuttavia, non tutte le istanze possono beneficiare di questo meccanismo. Infatti, la legge prevede che in alcuni casi il silenzio della PA possa essere interpretato come rigetto dell’istanza, configurando così un silenzio-inadempimento. Questa distinzione è cruciale e si applica, ad esempio, nei procedimenti di Dichiarazione di Inizio Attività (DIA), in alcune normative europee e per atti specificamente esclusi dalla disciplina del silenzio assenso.
Un esempio pratico riguarda gli appalti pubblici, dove l’articolo 1665 del Codice Civile stabilisce che il silenzio della PA può comportare conseguenze diverse rispetto al silenzio assenso. Inoltre, i pareri erariali, quando la soluzione prospettata non viene accettata, possono anch’essi rientrare in questa categoria di silenzio-inadempimento.
È importante sottolineare che l’inadempimento tacito è impugnabile. Ciò significa che il cittadino ha il diritto di fare ricorso contro il silenzio della PA, richiedendo una pronuncia giudiziale che accerti l’inadempimento e possa eventualmente ordinare alla PA di provvedere.
CONCLUSIONI
La distinzione tra silenzio assenso e silenzio-inadempimento è fondamentale per comprendere i diritti e i doveri dei cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione. Mentre il silenzio assenso rappresenta una forma di tutela per il cittadino, il silenzio-inadempimento può comportare una serie di complicazioni legali e amministrative.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è essenziale conoscere queste differenze per gestire correttamente le istanze e le pratiche amministrative. La consapevolezza delle norme che regolano il silenzio assenso e il silenzio-inadempimento può migliorare l’efficienza del lavoro e garantire una corretta interazione con i cittadini, evitando possibili contenziosi.
PAROLE CHIAVE
Silenzio assenso, silenzio-inadempimento, diritto amministrativo, Legge 241/1990, Pubblica Amministrazione, impugnabilità.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 7 agosto 1990, n. 241 - “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”.
- Codice Civile, art. 1665 - “Contratto d’appalto”.
- Normative europee relative ai procedimenti amministrativi.
- Riferimenti a pareri erariali e normative specifiche.

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Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:
Per comprendere se, in un dato procedimento amministrativo, l’assenza di una risposta esplicita da parte dell’amministrazione configuri un silenzio-assenso o un inadempimento, è necessario fare riferimento alla normativa specifica che regola il procedimento in questione e ai principi generali del diritto amministrativo.
Teoria Generale del Diritto
Il silenzio-assenso e il silenzio-inadempimento sono due figure giuridiche previste dalla legge n. 241/1990 (e successive modifiche) per regolare gli effetti dell’inerzia dell’amministrazione in relazione alle istanze presentate dai cittadini.
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Silenzio-assenso: si verifica quando, trascorso un determinato periodo di tempo dalla presentazione di un’istanza senza che l’amministrazione abbia espresso una decisione, la legge attribuisce all’inerzia dell’amministrazione gli stessi effetti di un provvedimento espresso di accoglimento. Questo meccanismo è previsto per accelerare i tempi della pubblica amministrazione e favorire il cittadino o l’impresa che ha presentato l’istanza.
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Silenzio-inadempimento: si verifica quando l’amministrazione non risponde entro i termini previsti dalla legge, ma, a differenza del silenzio-assenso, l’inerzia non produce effetti positivi automatici. In questo caso, il cittadino può adire le vie legali per ottenere una decisione.
Norme Relative alla Teoria
La distinzione tra silenzio-assenso e silenzio-inadempimento è regolata principalmente dall’articolo 2, commi 5 bis e seguenti, della legge n. 241/1990, così come modificata dalla legge n. 69/2009 e da interventi normativi successivi.
Esempi Concreti
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Se un cittadino presenta una richiesta di autorizzazione edilizia e la normativa prevede che, in assenza di una risposta entro 60 giorni, si configuri il silenzio-assenso, allora, trascorso tale termine senza risposta, l’istanza si intende accolta.
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Se, invece, un cittadino presenta un’istanza per la quale la legge non prevede il silenzio-assenso e l’amministrazione non risponde nei termini, si configura un silenzio-inadempimento, e il cittadino può ricorrere al TAR per ottenere una decisione.
Conclusione Sintetica
Per determinare se un’inerzia amministrativa configuri un silenzio-assenso o un inadempimento, è fondamentale verificare la normativa specifica applicabile al procedimento in questione. In assenza di disposizioni che prevedano espressamente il silenzio-assenso, si dovrebbe considerare l’ipotesi di un silenzio-inadempimento, che consente al cittadino di adire le vie legali per ottenere una risposta.
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Bibliografia
- Legge 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” (Link al testo)
- Legge 18 giugno 2009, n. 69 "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di
Si ma il problema è che oggi il silenzio assenso è la regola generale…se lo applicassimo solo quando la norma lo prevede non sarebbe più regola generale ti trovi?
Distinguere tra silenzio-assenso e silenzio-inadempimento è uno dei passaggi più delicati del diritto amministrativo, specialmente perché le conseguenze per il cittadino cambiano radicalmente.
Se abbiamo già escluso il silenzio-rigetto (che è tassativo e previsto solo in rari casi come l’accesso ai documenti) e le eccezioni dell’art. 20 comma 4 (interessi sensibili come ambiente, salute, pubblica sicurezza, ecc.), la regola generale nell’ordinamento italiano è quella del silenzio-assenso.
Ecco i criteri per orientarti e capire se il silenzio della PA vale come “Sì” o come semplice “Inerzia”.
1. La Regola d’Oro: L’Articolo 20 della Legge 241/1990
Dal 2005, il silenzio-assenso è diventato la regola generale per i procedimenti ad istanza di parte.
Se presenti una domanda per ottenere un provvedimento favorevole e la Pubblica Amministrazione non risponde entro i termini previsti (solitamente 30 o 90 giorni), l’istanza si considera accolta se:
- Il procedimento è iniziato su istanza di parte (non d’ufficio).
- Non rientra nelle eccezioni (ambiente, difesa, salute, etc.).
- Non è previsto un silenzio-rigetto specifico.
2. Quando si configura il Silenzio-Inadempimento?
Il silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto) scatta quando la PA ha il dovere di provvedere, ma la legge non ricollega all’inerzia un significato legale tipico (né assenso né rigetto). In pratica, è un “vuoto” che permette al cittadino di fare ricorso al TAR per obbligare la PA a rispondere.
Si tratta di silenzio-inadempimento nei seguenti casi:
- Procedimenti d’ufficio: Se la PA avvia un procedimento che ti riguarda ma non lo conclude, non può mai esserci silenzio-assenso.
- Procedimenti non autorizzatori: Se non stai chiedendo un “permesso” o una “concessione”, ma ad esempio chiedi l’erogazione di un contributo economico o un indennizzo, spesso si ricade nell’inadempimento.
- Ambiguità normativa: Se una legge speciale prevede che l’amministrazione “deve” emanare un provvedimento espresso e la struttura del procedimento non è compatibile con la liberalizzazione dell’art. 20.
Tabella Comparativa Rapida
| Caratteristica | Silenzio-Assenso | Silenzio-Inadempimento |
|---|---|---|
| Effetto Giuridico | Equivale a un provvedimento positivo. | Semplice inerzia (mancata risposta). |
| Ambito | Procedimenti autorizzatori (istanza di parte). | Procedimenti d’ufficio o esclusi dall’art. 20. |
| Cosa fare dopo? | Nulla (hai ottenuto ciò che chiedevi). | Ricorso al TAR contro il silenzio (ex art. 31/117 CPA). |
| Autotutela | La PA può annullarlo se illegittimo. | La PA deve comunque provvedere. |
Come verificare nel caso concreto?
Per avere la certezza matematica, ti consiglio di seguire questi passaggi:
- Controlla il “Regolamento sui termini” dell’Ente: Ogni amministrazione pubblica un elenco dei procedimenti di propria competenza, specificando se per quel caso operi il silenzio-assenso o se sia necessario un provvedimento espresso.
- Verifica la natura del bene della vita: Se chiedi l’esercizio di una facoltà che rientra nei tuoi diritti (previa verifica della PA), è probabile sia assenso. Se chiedi una prestazione pecuniaria o un’azione complessa della PA, è spesso inadempimento.
- Guarda la Legge Speciale: Se la norma che disciplina quel settore specifico impone esplicitamente un “provvedimento espresso”, allora il silenzio è inadempimento.
Nota Bene: Con il Decreto Semplificazioni del 2020, la PA è obbligata a rilasciare (su richiesta) un’attestazione che confermi l’avvenuta formazione del silenzio-assenso. Se la PA si rifiuta di dartela, puoi sostituirla con una tua dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Ecco 50 esempi pratici, suddivisi per macro-aree, basati sul Testo Unico dell’Edilizia, sul Decreto Madia (D.lgs. 222/2016) e su prassi e regolamenti amministrativi comuni.
Edilizia, Urbanistica e Gestione del Territorio
Spesso il termine di formazione del silenzio qui è di 60 o 90 giorni.
- Permesso di costruire (regola generale): per interventi edilizi, se il Comune non risponde entro i termini (e fuori da vincoli paesaggistici o idrogeologici), si forma il silenzio-assenso.
- Condono edilizio (storico): ai sensi della Legge 326/2003, decorso il termine di 24 mesi dal pagamento dell’oblazione senza risposta del Comune.
- Autorizzazione per l’installazione di impianti pubblicitari: (cartelloni stradali) secondo molti regolamenti comunali.
- Concessione per l’occupazione di suolo pubblico (OSP): es. posa di dehors, tavolini, sedie davanti a un bar (quando non ricade in procedure d’urgenza o semplificate).
- Apertura di un passo carrabile: se soggetto ad autorizzazione espressa nel regolamento locale.
- Svincolo della polizza fideiussoria: per gli oneri di urbanizzazione, trascorsi 60 giorni dalla richiesta di svincolo dopo il collaudo.
- Autorizzazione all’allaccio in fognatura: per scarichi di acque reflue domestiche.
- Nulla osta per il taglio di alberi: in aree non sottoposte a vincoli ambientali stretti, secondo i regolamenti del verde comunale.
- Autorizzazione per la realizzazione di aree di sosta/parcheggi: se previsti da piani attuativi già approvati.
- Mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante: nei casi in cui le leggi regionali richiedano l’autorizzazione anziché la SCIA.
Commercio e Attività Produttive
Molte di queste richiedono valutazioni di impatto sul territorio, da qui la necessità di un’autorizzazione (che diventa assenso se la PA tace).
- Autorizzazione per l’apertura di Medie Strutture di Vendita: (es. supermercati tra 250 e 2.500 mq, a seconda del Comune). Silenzio-assenso dopo 90 giorni.
- Autorizzazione per Grandi Strutture di Vendita: (es. centri commerciali). In alcune Regioni scatta il silenzio-assenso decorsi i termini della conferenza di servizi.
- Subingresso in una media o grande struttura di vendita: quando comporta modifiche sostanziali.
- Autorizzazione per l’esercizio del commercio su aree pubbliche: assegnazione di un posteggio fisso in un mercato rionale.
- Autorizzazione per l’installazione di distributori di carburante: (spesso 90 giorni).
- Subingresso nell’attività di edicola: (vendita di quotidiani e periodici) in caso di trasferimento di sede.
- Autorizzazione per l’esercizio di sale giochi: (fatte salve le verifiche di pubblica sicurezza della Questura).
- Autorizzazione per parchi divertimento o spettacolo viaggiante: (es. Luna Park) su aree preposte.
- Trasferimento di sede di una farmacia: all’interno della stessa zona di competenza (pianta organica).
- Licenza per l’esercizio dell’attività di autonoleggio con conducente (NCC) o Taxi: per voltura/subingresso (dopo approvazione del bando originario).
Pubblico Impiego e Rapporti PA-Dipendente
I dipendenti pubblici sono soggetti a molte autorizzazioni che, per evitare paralisi, si risolvono con il silenzio-assenso.
- Autorizzazione allo svolgimento di incarichi extra-istituzionali: (art. 53, D.lgs. 165/2001). Se l’amministrazione non si pronuncia entro 30 giorni (o 45 per enti locali), l’incarico è autorizzato.
- Richiesta di mobilità volontaria: (passaggio tra due amministrazioni), assenso dell’ente di appartenenza se non risponde nei termini fissati dai regolamenti interni.
- Concessione del part-time: conversione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale (salvo contingenti esauriti).
- Richiesta di aspettativa per motivi personali o familiari: (nei limiti dei CCNL).
- Autorizzazione al congedo per la formazione: o per il diritto allo studio (le famose “150 ore”).
- Domanda di ricongiunzione dei contributi previdenziali.
- Autorizzazione alla cessione del quinto dello stipendio: per l’avvio delle trattenute da parte dell’ufficio paghe.
- Richiesta di fruizione di permessi sindacali: (entro determinati contingenti).
- Autorizzazione allo smart-working/telelavoro: una volta siglato l’accordo individuale, la ratifica dell’ufficio del personale.
- Domanda di anticipo del TFR/TFS: per le causali previste dalla legge (acquisto prima casa, spese mediche), previa capienza dei fondi.
Anagrafe, Status e Diritti del Cittadino
Le pratiche di tutti i giorni.
- Cambio di residenza (Iscrizione anagrafica): L’iscrizione è immediata, ma il Comune ha 45 giorni per fare i controlli (es. Vigili Urbani). Se tace per 45 giorni, scatta il silenzio-assenso definitivo.
- Cancellazione anagrafica per emigrazione all’estero (AIRE): consolidamento della pratica dopo i termini.
- Richiesta di rateizzazione di un tributo locale: (es. IMU, TARI) se il Regolamento Comunale lo prevede espressamente in questi termini.
- Rimborso di tributi locali non dovuti: se il regolamento prevede l’accoglimento tacito (attenzione: spesso invece è silenzio-inadempimento/rifiuto, dipende dal Comune).
- Rinnovo della concessione per loculi cimiteriali: allo scadere dei 30/99 anni.
- Autorizzazione per riprese video/cinematografiche o fotografiche: sul suolo pubblico cittadino.
- Iscrizione ad Albi o Registri Comunali delle Associazioni: per poter beneficiare di contributi o spazi.
- Concessione del Patrocinio del Comune: per eventi culturali o sportivi senza oneri finanziari per l’ente.
- Autorizzazione al transito in ZTL: per categorie particolari (es. traslochi, cantieri) se si usano i portali telematici con scadenza a 30 gg.
- Richiesta di subentro in un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica (Case Popolari): in caso di decesso del titolare, da parte del familiare convivente (se ha i requisiti).
Procedimenti Complessi e Rapporti tra PA (Silenzio-Assenso “Orizzontale”)
Quando le Pubbliche Amministrazioni “parlano” tra loro.
- Conferenza di Servizi (Art. 14-bis L. 241/1990): Se un’amministrazione è convocata in Conferenza e non si esprime o non si presenta entro il termine, il suo silenzio vale come assenso (salvo eccezioni ambientali/salute, che però ultimamente sono state ristrette).
- Silenzio-assenso tra PA (Art. 17-bis L. 241/1990): Quando una PA deve chiedere un nulla osta a un’altra PA per emanare un atto, la seconda PA ha 30 giorni per rispondere (90 per interessi sensibili). Se tace, è assenso.
- Approvazione del Piano Attuativo (Lottizzazione): se i controlli sovraordinati della Regione o della Provincia non arrivano entro i termini di legge.
- Nulla osta della Soprintendenza: in procedure semplificate specifiche (anche se l’ambiente è un’eccezione, il legislatore ha introdotto di recente forme di assenso tacito per la Soprintendenza nei procedimenti edilizi se non risponde in 45/90 giorni).
- Cancellazione di ipoteche pubbliche: una volta estinto il debito, se l’ente creditore non si oppone.
- Autorizzazione per scuole guida o autoscuole: al trasferimento di sede nei limiti provinciali.
- Vidimazione di registri di carico/scarico: (in alcuni settori non digitalizzati del tutto).
- Autorizzazione per manifestazioni temporanee di pubblico spettacolo: sotto una certa soglia di partecipanti (dove non basta la SCIA).
- Accreditamento di strutture formative: presso i registri regionali per la formazione professionale.
- Pareri obbligatori ma non vincolanti: se l’organo consultivo (es. commissione edilizia) non dà il parere entro 20 giorni, l’ente procedente può andare avanti (tecnicamente è “silenzio devolutivo” o facoltativo, ma rientra nella logica della semplificazione per inerzia).