E’ pervenuta al nostro Ufficio SUAP una SCIA di avvio attività di Tatuatore presso terzi, specificando che NON si tratta di affitto di poltrona; il soggetto è in possesso dell’attestato abilitativo e ha inserito come sede operativa la propria abitazione, in quanto svolgerà la sua opera presso altri studi di tatuatori.
Mi chiedo se questa SCIA fosse necessaria; in caso di affitto poltrona si tratta di un’impresa che sfrutta spazi di un’altra per la propria opera dietro contratto di affitto, ma in questo caso è un professionista che presta la propria opera in più locali in modo saltuario…
La SCIA è sempre necessaria quando l’attività è svolta da chi NON è inquadrabile come lavoratore dipendente. Quindi, se un soggetto esercita attività di estetica/tatuaggio è soggetto a SCIA con indicazione del possesso dei requisiti professionali. Detto questo, l’esercente ha poi varie ipotesi di esercizio (parlando in generale come ditta artigiana):
bottega propria
affitto di poltrona
coworking paritario condividendo una bottega
al domicilio
Essendo un tatuatore, escluderei l’ipotesi dell’esercizio presso il domicilio del committente. In Toscana la norma prevede che solo la manicure, la pedicure ed il make–up possano essere eseguite anche al domicilio del committente.
Sull’uso della propria abitazione non è da escludere anche se, alla fine, dei limiti ci sono. Non parlo dei limiti igienico sanitari, quelli occorrono e li do per scontati, parlo dei limiti edilizi-urbanistici sull’uso della civile abitazione.
In generale sull’impresa artigiana e abitazione vedi post come questo: