Validità ordinanza del Sindaco

Buongiorno.

Qual’è la validità temporale di un’ordinanza sindacale emanata il 22 luglio 2021 per la protezione dei giovani dall’alcolismo, limitante gli orari vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche sul suolo pubblico e che non riporta alcuna data di termine valenza.

In sostanza un’ordinanza che non indica il periodo di validità deve ritenersi permanente o no?

Grazie per le risposte.

Un’ordinanza sindacale priva di un termine di scadenza esplicito non può ritenersi permanente, salvo che non si tratti di un provvedimento avente natura regolamentare ed efficacia generale adottato al di fuori delle condizioni di contingibilità e urgenza.

Se l’atto è stato emanato come ordinanza contingibile e urgente (ex art. 50 o art. 54 del D.Lgs. 267/2000 - TUEL), la mancanza di un limite temporale costituisce un vizio di legittimità dell’atto stesso.

Inquadramento giuridico

1. Ordinanze Contingibili e Urgenti (Art. 50 / Art. 54 TUEL)

La giurisprudenza amministrativa e la Corte Costituzionale (sentenza n. 115/2011) hanno stabilito in modo univoco che le ordinanze di emergenza/urgenza:

  • Devono rispondere a situazioni eccezionali, imprevedibili e temporanee.

  • Devono necessariamente essere delimitate nel tempo.

  • Non possono introdurre deroghe all’ordinamento generale con efficacia a tempo indeterminato.

Un’ordinanza contingibile e urgente priva di termine di efficacia è illegittima per violazione del principio di proporzionalità e temporaneità.

2. Ordinanze Ordinarie / Regolamentari (Art. 50, comma 7, TUEL)

Il Sindaco può adottare ordinanze per la tutela dell’incolumità pubblica o per la disciplina degli orari degli esercizi commerciali e della somministrazione.

  • Se l’atto recepisce o dà attuazione a una disciplina generale regolamentare del Comune, gli orari fissati rimangono validi fino a eventuale modifica o revoca.

  • Tuttavia, per le limitazioni alla vendita di alcolici destinate a contrastare fenomeni di degrado o movida molesta, il Consiglio di Stato richiede comunque una motivazione adeguata e una correlazione con l’effettiva permanenza delle esigenze di tutela.

Effetti pratici dell’assenza del termine

Situazione dell’atto Conseguenza giuridica
Ordinanza contingibile e urgente (senza termine) L’atto è affetto da vizio di legittimità ed è annullabile dinanzi al TAR (o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica).
Sanzione amministrativa elevata in base all’ordinanza Il destinatario del verbale può opporsi dinanzi al Prefetto o al Giudice di Pace eccependo l’illegittimità/inefficacia dell’ordinanza presupposta.
Efficacia di fatto nel tempo In mancanza di un’impugnazione o di un annullamento in autotutela, l’atto continua a produrre effetti materiali fino alla sua espressa revoca, pur restando giuridicamente precario.

Se l’ordinanza del luglio 2021 non è mai stata revocata né sostituita da regolamenti comunali o nuove ordinanze, non si trasforma automaticamente in un atto permanente. L’amministrazione comunale dovrebbe procedere alla sua revoca o integrare la disciplina all’interno dei regolamenti di polizia urbana o commercio.

Questo è il suo titolo:

Limitazione degli orari di vendita, somministrazione e consumo di bevande alcoliche e superalcoliche oltre determinati orari, divieto di vendita per asporto e somministrazione di bevande in bottiglie e/o bicchieri di vetro, divieto di vendita, somministrazione a persone di età inferiore agli anni 16 ed altri divieti.

Queste le norme che vengono richiamate:

VISTO il Decreto del Ministero dell’Interno 5 agosto 2008 in materia di Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione;

VISTO l’art. I, comma 2 - della legge 30.03.2001, n.125 il quale stabilisce che per bevanda alcolica si intende ogni prodotto contenente alcool alimentare con gradazione superiore a 1,2 gradi di alcol e per bevanda superalcolica ogni prodotto con gradazione superiore al 21% di alcool in volume;

VISTI gli artt. 7 bis, 54 e 50 del D.Lgs. 267 del 18.8.2000;

VISTO l’art. 2 comma 1 lettera a) della Legge 125/2001;

VISTO il D.P.R. 23 luglio 1998, Piano Sanitario nazionale 1998-2000, che individua tra le principali cause di incidenti e malattia, l’abuso di sostanze alcoliche;

VISTO l’art. 87 del R.D. 18 giugno 1931, n.773;

VISTO l’art. 16 della Legge 24.11.1981, n. 689 così come modificato dall’alt 6 bis L. 24.07.2008, n. 125;

VISTO l’art. 689 del Codice Penale;

VISTI gli art. 2 e 6 della Legge 24.11.1981, n. 689;

VISTO ('art. 8 dei Decreto legge 20 febbraio 2017, n.14 "disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città.

A ME NON PARE SIA UN’ORDINANZA CONTINGIBILE ED URGENTE

Che ne pensate?

Il testo riportato mostra diverse criticità giuridiche e incongruenze normative, tipiche di un’ordinanza sindacale costruita per “stratificazione” di vecchi modelli.

Abrogazione dell’art. 689 del Codice Penale (Rilevanza penale dei minori di 16 anni)

Nel preambolo viene richiamato l’art. 689 c.p. per la vendita di alcol ai minori di 16 anni. L’art. 689 c.p. è stato depenalizzato e sostituito.

  • La materia è oggi interamente disciplinata dall’art. 14-bis della Legge n. 125/2001 (introdotto dal D.L. 158/2012 e modificato dal D.L. 14/2017).

  • Attualmente vige un divieto assoluto amministrativo di vendita e somministrazione ai minori di 18 anni (sanzione da 250 a 1.000 €).

  • Solo la somministrazione (non la vendita da asporto) a minori di anni 16 integra l’illecito amministrativo aggravato dall’art. 14-bis L. 125/2001 (o il reato ex art. 689 c.p. solo se somministrato sul posto in locale pubblico a chi ha meno di 16 anni, ma formulato in questo modo crea forte confusione sul piano sanzionatorio). Fare riferimento al limite di 16 anni per la generale vendita è un errore superato dalla legge nazionale.

Incertezza sui poteri d’ordinanza (Artt. 50 e 54 TUEL)

L’ordinanza cita sia l’art. 50 che l’art. 54 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL). Si tratta di due strumenti costituzionalmente e funzionalmente distinti:

  • Art. 50 TUEL: Tratta di orari e tutela della vivibilità urbana. Viene impiegato dal Sindaco come capo dell’amministrazione locale.

  • Art. 54 TUEL: Riguarda le ordinanze contingibili e urgenti emesse dal Sindaco quale Ufficiale di Governo per incolumità pubblica e sicurezza urbana.

    Mischiare i due articoli senza specificare la natura del provvedimento espone l’atto a ricorsi al TAR per difetto di motivazione o per abuso di potere (la Corte Costituzionale con sent. n. 115/2011 ha dichiarato illegittimo l’uso dell’art. 54 per limitazioni “ordinarie” e prolungate nel tempo non fondate su reale ed eccezionale urgenza).

Incompleto richiamo al Decreto Sicurezza 2017 (D.L. 14/2017)

Il richiamo all’art. 8 del D.L. 14/2017 (convertito in Legge 48/2017) è corretto nella sostanza, ma non menziona l’obbligo di coordinamento previsto dall’art. 6 della stessa legge (accordo in Sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica o previa intesa con il Prefetto) per le restrizioni sugli orari di vendita.

Normativa sanitaria obsoleta

Viene citato il D.P.R. 23 luglio 1998 (Piano Sanitario Nazionale 1998-2000). Un atto di programmazione scaduto da oltre due decenni non ha valore cogente per motivare un’ordinanza contingibile nel presente. Sarebbe opportuno richiamare report o dati recenti dell’ISTAT/SSN, ovvero le disposizioni del Piano Nazionale della Prevenzione vigente.

Imprecisione sui poteri di polizia amministrativa (R.D. 773/1931 - TULPS)

Viene citato l’art. 87 del TULPS, che sanziona l’ubriachezza manifesta nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, ma non è la norma fondante per disporre limiti preventivi all’attività d’impresa commercializzatrice di alcolici.

Ambito dell’Ordinanza Criticità Rilevata Riferimento Corretto / Soluzione
Età minima alcol Riferimento a 16 anni e art. 689 c.p. obsoleto/parziale Art. 14-bis L. 125/2001 (Divieto di vendita e somministrazione ai minori di 18 anni)
Fondamento giuridico Sovrapposizione tra Art. 50 e Art. 54 TUEL Distinguere tra orari commerciali (art. 50) e emergenza pubblica sicurezza temporanea (art. 54)
Motivazione Sanitaria Piano Sanitario 1998-2000 (obsoleto) Integrazione con dati di Polizia Locale, ASL o ISTAT aggiornati
Vendita in vetro Manca la motivazione di proporzionalità Specificare la delimitazione perimetrale (zone della movida) e l’orario circoscritto

Buongiorno.

Abbiamo visto che questo comune emette ordinanze impugnabili nel senso che nelle motivazioni cita norme non più in vigore ovvero fa commistione di leggi non pertinenti ovvero sono emesse da organi politici anziché dirigenziali, ovvero ancora sono prive di istruttoria o danno assensi illegittimi, come quello di non dare un limite alla pressione sonora, ecc. ecc.

Allora c’è da chiedersi ma queste stesse ordinanze solo valevoli se non impugnate?

O no?

Devono essere comunque rispettate sino ad impugnazione o no?

Ad esempio se prescrivono un orario da rispettare e la legge regionale (di rango superiore) ne prescrive un’ altro, essendo carenti, va rispettato l’orario regionale o quello sindacale?