Verifica quindicennale impianti carburante

Nella verifica quindicennale degli impianti di distributore carburante il SUAP deve rilasciare qualche autorizzazione? O trasmette solo il parere pervenuto dall’ATS competente?

Dipende dalla legge regionale ma, in generale, l’autocollaudo quindicennale o la perizia giurata quindicennale, si risolve in una comunicazione asseverata alla quale non corrisponde la necessità di un titolo abilitativo.

Premetto che Il mio caso si tratta di impianto di distributore carburante privato e scrivo dalla Toscana.
Successivamente alla ricezione della perizia giurata, ho provveduto ad inviare la documentazione agli enti preposti a effettuare verifiche e controlli. (Senza ricevere nessuna risposta).
Ora, a distanza di qualche mese la società titolare dell’impianto mi chiede cosa dovrà fare in futuro. Ovvero ripresentare una nuova perizia giurata? Rifare un autocollaudo? Sempre fra quindici anni?
Un nuovo provvedimento non è dovuto, ma mi chiede comunque una nostra comunicazione/dichiarazione a conclusione del procedimento. Cosa e come potrei rispondere? Grazie.

Il collaudio quindicennale si fa in AUTOCOLLAUDO al momento ogni 15 anni.
Puoi confermaglielo

buongiorno, mi intrometto un attimo, perchè il suap inoltra agli enti (che non possono fare nulla??)
il caso di un nuovo distributore, la perizia è scritta con imperizia e errori materiali tipo sbagliato a riportare gli estintori usati, non ha chiarito eventuali atex e i provvdimenti eventuali di protezione elettrica, presidi/procedure per gli sversamenti, cose assai banali e probabilmente è sicuro solo che non ha esplicitate, ma afferma che è tutto in ordine, si può fare qualche cosa?
premetto che questo non è mobile e ad uso privato.

Il PROFESSIONISTA PRIVATO che assevera è responsabile del contenuto dell’asseverazione. Non è fondamentale che la dichiarazione sia formalmente in regola ma che SOSTANZIALMENTE l’impianto sia sicuro … quindi fino a prova contraria non si può bloccare l’asseverazione per questioni formali. Si chiederanno rettifiche e chiarimenti.

il problema è che l’asseverazione dice che è a posto, ma se ci sono delle norme tecniche e ne asseveri la metà potrebbe non essere sicuro.
gli enti non possono parlare perchè è una scia infatti nessuno risponde.

Premesso che in Lombardia la procedura è diversa (l’impresa presenta una comunicazione con allegata una scheda e documentazione tutto a firma del legale rappresentante, il SUAP la manda ad ATS e ARPA per le relative valutazioni, ricevute le quali, se positive, comunica alla Società l’idoneità tecnica - vedi D.d.u.o. 6 luglio 2017 - n. 8143), perché dici che

gli enti non possono parlare perché è una scia infatti nessuno risponde.

Per quanto di rispettiva competenza ben possono verificare la completezza di quanto asseverato, e informare il SUAP di eventuali carenze/errori formali, perché ne chieda il completamento.

Un’asseverazione formalmente perfetta non comporta necessariamente un impianto a norma, e pertanto sicuro…

Infatti a loro compete anche la verifica sostanziale di veridicità dell’asseverazione… ben più importante!

L’autorizzazione rilasciata dal comune per la D.G.R. 22 dicembre 2017 n. 40 è soggetta a solo “collaudo” allo scadere dei 15 anni dal rilascio, al fine di verificare, a richiesta dell’interessato, l’idoneità tecnica degli impianti ai fini della sicurezza sanitaria e ambientale, e tutto ciò è autocertificato come perizia giurata. quindi da un lato ho nel protocollo come ente che l’ha ricevuto ma non doveva riceverlo, una perizia dove mancano banalità come la compatibilità ambientale e parte della conformità elettrica cose obbligatoriamente richieste da tutti gli altri SUAP, e quest’ultimo chiede pure un parere che naturalmente non si può dare. Quindi da un lato ho un protocollo in entrata con una richiesta di un parere che vorrei dare per acquisire le cose mancanti e far sistemare la cosa dall’altro potrei prendermi una denuncia di chi apre il distributore se parlo perchè normativamente non mi è richiesto di farlo…