La Formazione Pubblica: Un Investimento Strategico per la Crescita della Pubblica Amministrazione
CONTENUTO
La formazione pubblica rappresenta un elemento cruciale per la crescita culturale, sociale ed economica del Paese. Essa non solo contribuisce allo sviluppo delle competenze dei dipendenti pubblici, ma si configura anche come un fattore determinante per l’efficienza organizzativa delle amministrazioni. In un contesto in continua evoluzione, come quello attuale, caratterizzato da sfide e opportunità legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la formazione assume un ruolo centrale.
La normativa italiana stabilisce l’obbligo di 40 ore annue di formazione per ogni dipendente pubblico, come previsto dal Decreto Legislativo 150/2009 e dal Decreto Ministeriale 26/2019. Questo obbligo non è solo una formalità, ma un elemento chiave per garantire una transizione efficace verso le nuove competenze richieste dal PNRR, che mira a modernizzare e rendere più efficienti i servizi pubblici.
La qualità della formazione si declina su diverse dimensioni: prodotto, processo, persone e management. Un approccio integrato a queste dimensioni crea un circolo virtuoso che migliora le procedure e i risultati delle amministrazioni. La formazione non deve essere vista come un costo, ma come un investimento strategico che porta a un miglioramento delle performance e alla valorizzazione del capitale umano.
Strumenti innovativi, come le piattaforme di e-learning come Docebo, supportano questa trasformazione. Queste soluzioni tecnologiche offrono opportunità di apprendimento personalizzate e integrate, facilitando l’accesso a contenuti formativi di alta qualità e permettendo ai dipendenti di acquisire competenze in modo flessibile e mirato.
CONCLUSIONI
In sintesi, la formazione pubblica è un generatore di valore fondamentale per la crescita della pubblica amministrazione. L’obbligo di formazione annuale non deve essere visto come un onere, ma come un’opportunità per migliorare le competenze e l’efficienza dei servizi pubblici. Investire nella formazione significa investire nel futuro della PA e, di conseguenza, nel benessere della società.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, comprendere l’importanza della formazione è essenziale. Non solo è un obbligo normativo, ma rappresenta anche un’opportunità per accrescere le proprie competenze e migliorare le prospettive di carriera. Partecipare attivamente ai programmi formativi può fare la differenza nel percorso professionale e contribuire a una PA più efficiente e innovativa.
PAROLE CHIAVE
Formazione pubblica, PNRR, competenze, dipendenti pubblici, e-learning, Docebo, Decreto Legislativo 150/2009, Decreto Ministeriale 26/2019.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Decreto Legislativo 150/2009 - “Attuazione della legge 15 luglio 2009, n. 94, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”.
- Decreto Ministeriale 26/2019 - “Linee guida per la formazione del personale delle pubbliche amministrazioni”.
- Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - Documento strategico del governo italiano per la ripresa economica post-pandemia.
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E’ assai poco chiaro il presunto obbligo creato da una direttiva/lettera che non è un decreto e neppure una circolare Alcuni chiarimenti sulla direttiva Zangrillo.
Nello specifico, il dirigente garantisce ai propri collaboratori la formazione ai sensi dell’art. 13 comma 4 bis del Codice di comportamento, ma nella nota13 della direttiva Zangrillo “Non vi à dubbio, quindi, che il dirigente che non coglie, per se stesso e per i propri collaboratori addetti all’ufficio che dirige, le occasioni di formazione…” incorre in un illecito disciplinare. Onde viene questo presunto obbligo per il dirigente di subire la formazione che deve garantire ai sottoposti? Il capitano fa parte della ciurma?
Inoltre molti uffici hanno non un dirigente ma una posizione organizzativa. Sembra pacifico il dovere di garantire la formazione ai dipendenti sia lo stesso, ma non c’è un trattamento accessorio collegato ai risultati, quindi occorrerebbe capire quali sono concretamente i suoi obblighi e rischi.
FLP sostiene che informalmente il Ministero ritiene la formazione non obbligatoria, potete confemarlo o smentirlo?
NOTIZIARIO-NAZIONALE-FLPMiC-9-2025-4.pdf (695,9 KB)